In questa famiglia andando a ritroso nel tempo troviamo la figura del bisnonno Vincenzo Solimene denominato “o' cupaiolo”.(1876-1958)
In un'articolo del 1930 sul “Corriere della sera “ il giornalista Dario Poppi ricorda il maestro dei tornianti ”che baffuto ed autoritario...foggiava con una rapidità straordinaria tanto che i tre aiutanti facevano fatica a stargli dietro... Alla sera Solimene sembrava una statua d'argilla”.
Il duro apprendistato a supporto del lavoro del padre costituisce infatti la prima formazione e conoscenza ceramica del figlio Francesco Solimene denominato Don Ciccillo (1912-1979) il quale si afferma come valido tornitore; lavora alla ICS di Melamerson e sarà a Firenze nella Ceramica Cantagalli nel 1936-1938.Nei difficili anni della seconda guerra mondiale inizia col padre una propria produzione a Marina di Vietri sul Mare e in seguito con i fratelli.Francesco Solimene oltre ad essere dotato di una grande tecnica, riusciva a dar vita a forme del tutto sperimentali, faceva del tornio un vero mezzo artistico, dotando le sue ceramiche di un gusto archetipo e originario. Collabora con le sue opere a dar vita a quell inventario di forme e colori che viene definito con il termine di “ceramiche vetrose”.Purtroppo nel 1966 Francesco si ammala del morbo di Parkinson, ciò nonostante è attivo nella fabbrica, in questo periodo raggiunta la maturità artistica e il completo dominio della materia , attraversa una felicissima fase creativa, produce pezzi unici di grande valore che vanno letteralmente a ruba sia da estimatori nazionali che stranieri.Intanto la malattia progredisce e muore nel 1979.

E' morto nudo, così come nudo era venuto al mondo, d'obbligo è una riflessione: tutta la generosità, l'amore, il legame altruistico e l'arte profusi a piene mani sono stati ripagati dall'ambiente familiare d'origine e dall'ambiente sociale in cui è vissuto ? Crediamo di no. Senza Francesco Solimene senza il suo lavoro, la sua umiltà, la storia dei “Solimene” sarebbe stata diversa, basti pensare all'enorme lavoro nella creazione della prima azienda col padre e in seguito nella azienda con i fratelli, sempre a sporcarsi le mani, a produrre vasi uno dopo l'altro senza mai fine. Dopo la sua morte tutto questo è stato dimenticato da chi più vicino.

Dedichiamo quotidianamente il nostro lavoro a lui, crediamo che in questa storia c'è qualcosa da portare avanti: lui fu il primo a perseguire la passione del padre e da allora come una miccia accesa di padre in figlio la ceramica fa parte della vita di tutti noi.

Solimene Art s.a.s. di Pierfrancesco Solimene & C.